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Val Rosandra

 

Il week end alla scoperta delle meraviglie d'Italia ci conduce verso levante, dove visitare un piccolo gioiello naturalistico, un luogo incantato molto vicino alla città. Siamo in Friuli Venezia Giulia, e precisamente nei dintorni di Trieste, in un ambiente naturale molto particolare, quello carsico per l'appunto, e, nello specifico, la Val Rosandra.


 

 

Iniziamo col dire che Carso ("Kars" in sloveno) deriva dalla parola carsa "Karra", che significa roccia. La roccia è infatti la grande protagonista del paesaggio che da Trieste spazia sino alla vicina Slovenia, un paesaggio singolare, privo di idrografia superficiale, tranne nel singolo caso della Val Rosandra.La Val Rosandra è una piccola realtà geografica che dallo sperone di Draga incide l'altipiano carsico sino a sboccare, dopo due chilometri e mezzo, a Bagnoli. Si tratta di un canyon dalle pareti calcaree affacciato direttamente sul mare, un paesaggio simile a quello delle vicine coste croate, dove il terreno regala molti anfratti rocciosi di incredibile bellezza. Una formazione atipica, dovuta a sconvolgimenti tettonici e scontri tra le faglie calcaree e di Flysch (particolari tipi di roccia), che hanno offerto una breccia al torrente Rosandra che qui, scavando per millenni, ha dato luogo ad un ambiente unico, che tuttora muta anche se con velocità ridotta rispetto a quella di un tempo.


 

La Val Rosandra nella storia Sin dal periodo preistorico l'uomo ha trovato in queste zone l'abbondanza d'acqua e di ripari naturali che non trovava nelle vicine lande rocciose, e vi si è stabilito lasciando numerose tracce del proprio passaggio. Della presenza romana rimangono nella zona alcune vestigia di particolare interesse, tra cui l'acquedotto romano di San Lorenzo, e le numerose postazioni militari presenti sui crinali che circondano la valle, erette a sua difesa. In seguito, la Val Rosandra mantenne la sua valenza d'importante via di comunicazione anche durante il Medioevo, quando Trieste, vessata dall'opprimente pressione della Repubblica di Venezia sulle acque antistanti la città, sopravviveva grazie alle comunicazioni garantite e protette dalla fenditura valliva.

L'ambiente naturalistico della Valle Il ruolo di arteria di comunicazione che ha da sempre avuto la Val Rosandra è andato gradualmente svanendo negli anni sino ai giorni nostri, che vedono la Valle e la sua area protetta come una zona di particolare pregio naturalistico e meta di chi cerca svago e relax nel suo ambiente. Le peculiarità della Valle sono innumerevoli e possono essere riconosciute nella cascata (alta quasi 30 m) e nelle pozze d'acqua limpida che il torrente crea nei suoi risalti, nella vegetazione ricca di specie uniche e nell'ambiente che regala tutto il fascino agrodolce del paesaggio carsico.

Per quanto riguarda l'aspetto botanico la valle, data la sua particolare posizione geografica e la sua conformazione del tutto singolare, offre la presenza di specie rare che suscitano particolare interesse negli amanti nella natura. La diversità climatica, unita alla diversità del terreno, ha determinato l'organizzarsi di innumerevoli specie vegetali in associazioni ben distinte tra cui si riconoscono facilmente muschi e licheni, specie che per prime colonizzano pareti rocciose e ghiaioni, per poi lasciar spazio alla landa carsica, con i suoi cespugli, seguita dalla boscaglia carsica, costituita da roveri, carpini, pioppi, ontani e cerri che nel periodo autunnale, assieme alle altre molte specie del bosco caduco, regalano una tavolozza ricca di toni caldi di particolare bellezza.


La zona carsica della Val Rosandra è anche famosa quale terra natale di un vento molto forte: la Bora. L'intaglio vallivo rappresenta infatti la via preferenziale che il vento Bora (vento che può raggiungere anche i 150 km orari), percorre per discendere dall'altipiano verso la costa triestina. Poco sopra la Val Rosandra si trova una sella che da questo gelido vento settentrionale prende nome. Il clima carsico viene fortemente influenzato da questo vento prevalente, tanto che sul versante nordest della valle predomina un clima soleggiato e protetto dalle sferzate dei venti, mentre a sudovest sui pendii in ombra ed esposti alla Bora prevale un clima freddo; condizioni che rendono possibili grandi escursioni termiche in uno spazio esiguo, e che rendono possibile una grande diversità di vegetazione tra un versante e l'altro. La presenza di questo particolare clima rende quest'area protetta un habitat ideale per i molti animali che qui vivono o stazionano durante il passo migratorio.

Un area interessante quindi per i molti amanti della caccia fotografica che qui trovano una varietà di specie molto elevata ed una terreno che favorisce questo tipo d'attività. Tra le specie che si possono facilmente incontrare camminando in Valle, menzioniamo l'airone cinerino, la grazetta, il picchio muraiolo, l'astore, il capriolo e la lepre.

Lo sport in Val Rosandra La Valle è percorribile a piedi, in mountain bike e a cavallo in ogni periodo dell'anno; in ogni stagione è quindi possibile praticare molti sport, tra i quali l'arrampicata sportiva, la speleologia ed il parapendio. L'arrampicata in particolar modo ha in questa valle radici molto profonde che vedono, sin dai suoi albori, illustri praticanti percorrere le vie della Valle, con itinerari che tuttora si offrono ai molti appassionati di questo sport che qui trovano una palestra ideale per muovere i primi passi nel modo verticale. Anche l'equitazione trova in questa zona un terreno ideale, e i molti maneggi del Carso offrono gite guidate negli angoli più suggestivi della valle, che sconfinano anche nella vicina Slovenia. In particolare in questo periodo il bosco caduco con i suoi attraenti colori autunnali è lo scenario eccellente dove praticare interessanti escursioni a piedi e a cavallo.


 

Qualche piatto tipico
Dopo aver tanto camminato ed ammirato il paesaggio non rimane che assaggiare quanto questa terra può offrire grazie alla ricchissima enogastronomia locale. La cucina carsica, e quella friulana in genere, risentono dell'ubicazione geografica della terra che li ospita. Una commistione di gusti e "stili" unica, che racconta d'invasioni e dominazioni più o meno recenti. Sulla tavola della cucina carsica, grande spazio hanno le zuppe, le minestre ed i minestroni, tutti di chiara importazione veneta. Condite ed arricchite con lardo affumicato, hanno loro massima espressione nella iota, piatto che nella sua ricetta più tradizionale vuole, oltre ai fagioli ed ai crauti, l'aggiunta di farina gialla e il condimento con il tipico trito di cipolla, lardo, salvia, aglio e prezzemolo. Nei piatti a base di carne, il gulasch (importato dall'Ungheria) fa da compagnia a cotolette alla viennese e alla carne di maiale di cui si fa larghissimo uso, sia fresca che insaccata. Imperdibili sono la luganiga del Carso e il prosciutto della vicina San Daniele o di Sauris (alta Carnia). Anche il pesce è spesso presente nei menu di questa terra che, vista la vicinanza con Trieste e con il mare, offre le sue prelibatezze anche ai golosi dell'entroterra con il famoso brodetto, il pesce in savor e il fritto di scampi. Altro cibo molto diffuso e tipico della zona è la brovada, che consiste in rape bianche tagliate e fatte fermentare con le vinacce, come i crauti della vicina Austria. Questo piatto, molto particolare e saporito, viene solitamente utilizzato come contorno per il musett (cotechino) ed i piatti di lesso.

Per chi ama i dolci e la pasticceria, la gubana, il pressnitz e gli struccoli, dolci che generalmente sono ripieni di frutta secca ed uvetta, non devono mancare alla fine di un buon pasto. Tutti questi piatti si sposano alla perfezione con i molti vini bianchi locali, come Tocai, Malvasia, Pinot grigio, Picolit, Oslavje, o con i rossi Cabernet, Pinot nero, Refosco dal Peduncolo Rosso e Terrano.

Non mancano poi i liquori tra cui il nocino goriziano, lo Slivovitz e le molte grappe monovitigno di eccelsa qualità. Per gustare al meglio tutte queste specialità, non resta che visitare una delle tante "Frasche" locali, gli agriturismi che propongono i piatti tipici a prezzi contenuti.